Statua della Duchessa di Galliera - Scheda storica
E' un freddo mattino d'inverno a Parigi, e, in un sontuoso palazzo di Rue de Varennes, si spegne Maria Brignole Sale, Duchessa di Galliera. E' il 9 dicembre 1888.
Poco sappiamo di questa circostanza; non ci è nota la causa della morte, né se fosse al suo capezzale il figlio Filippo, figura quanto mai controversa, ed i cui rapporti con la famiglia, è puro eufemismo dirlo, non erano mai stati sereni. Quello che possiamo limitarci ad osservare, invece, è che la stampa italiana e francese dell'epoca dedicò largo spazio alla nobile compianta; L'Illustration e Le Journal Illustrè, uscirono a metà di quello stesso mese con una celebre fotografia della stessa 'Duchesse' in prima pagina. Questi pochi fatti ci restituiscono l'immagine di una personalità tra le più eminenti del secolo che si andava concludendo, e quindi poco ci devono stupire le iniziative di tributo alla memoria sua e del marito Raffaele De Ferrari che vennero in seguito realizzate.
Tra queste, il Consiglio di Amministrazione dell'Opera Pia De Ferrari Brignole Sale in Genova, riunito sotto la presidenza di S.E. Rev.ma Mons. Salvatore Magnasco, stabiliva, nel giorno successivo alla morte della Duchessa, "di erigere un monumento nell'Ospedale di S.Andrea degno di Colei che fu esempio insuperato di carità e di affidare l'opera allo scultore Monteverde."
Il Maestro Monteverde, "scultore ligure eminentissimo" (De Gubertis), con nota datata 24 febbraio 1889, propose due progetti:
il
primo rappresentante "la Grande Benefattrice seduta sopra il trono
Ducale in atto che, dopo avere esaminato il progetto dell'Ospedale, ne
dà l'ordinazione per l'esecuzione". Il prezzo per l'esecuzione e
consegna alla stazione di Genova del monumento medesimo è fissato in
lire centomila;
il secondo - composto da "un gruppo di cinque statue
non minori del vero, rappresenterebbe la Munificente Signora Duchessa
seduta sopra il trono con due gradinate ai lati, da una parte una donna
con un fanciullo tenuto al proprio seno, in atto di avere di già
ricevuto il beneficio, bacia il lembo del manto Ducale. Dall'altra, la
figura di un uomo giovane che sostiene un povero vecchio cadente per
l'età e sofferente conducendolo all'Ospedale". Il prezzo per la
esecuzione e consegna alla stazione di Genova del monumento medesimo è
fissato in lire duecentocinquantamila.
Dal preventivo sono escluse
"le sottofondazioni sia del 1° che del 2° progetto saranno a carico
come d'uso ai Sig. Committenti" mentre lo scultore "si obbligherebbe di
assistere al collocamento in opera del monumento".
Il Consiglio di Amministrazione delibererà poi di far seguito al "il progetto di maggiore valore".
Il
2 novembre dello stesso anno il Vice Presidente, comm. Edoardo
Pizzorni, e lo scultore sottoscrivono una scrittura privata, in cui
oltre alla descrizione del progetto si prevede:
all'Art. 1:
".....l'esecuzione del monumento sopradescritto, dovrà essere ultimato
nel periodo di anni quattro, dalla approvazione, per parte
dell'Autorità Tutoria della presente convenzione";
all'Art. 2: "Il gruppo delle cinque figure sarà fuso in bronzo statuario di 1^ qualità";
all'Art.
3: "Il basamento sarà eseguito di granito rosso, delle cave di Baveno,
di stile del cinquecento, con ornati ed emblemi, pure fusi in bronzo.
Il basamento avrà la forma rettangolare in pianta, e misurerà dal lato
maggiore m. 4 circa per m. 2 circa."
all'Art. 4: "L'altezza totale sarà di m. 6 circa."
all'Art.
6: "Tenuto conto che rimangono a carico del Comm. Senatore Monteverde
non solo il trasporto da Roma ed il collocamento in opera del monumento
nella località stabilita in Carignano, ma anche la muratura e la
costruzione delle sottofondazioni, che, secondo le prime trattative,
avrebbero dovuto essere a carico dell'Opera Pia e ....che al medesimo
scultore incombe l'obbligo di assistere e dirigere tutti i lavori di
collocamento sino alla consegna definitiva, il prezzo del monumento
medesimo viene convenuto in £. 255.000, da pagarsi in quattro rate."
I
termini previsti dal contratto scadranno poi senza che del monumento si
veda ombra, e questo per diverse circostanze, non ultima quella che
vede impegnato il Monteverde alla costruzione "dell'opera grandiosa del
monumento in onore del Duca di Galliera" affidatagli dal Municipio di
Genova "...per cui chiedo venia all'Onorevole Amministrazione
dell'Opera Pia se ancora non ho potuto dare mano ai lavori del
monumento alla Benemerita Dama Genovese (...). Non ho che una speranza,
cioè quella che quando a Genova vedranno il mio lavoro monumento al
Duca di Galliera, mi scuseranno facilmente del mio lungo ritardo".
Il
Consiglio di Amministrazione nella seduta del 12 marzo 1894 prende atto
delle dichiarazioni dell'artista e delibera di "attendere che lo
scultore Monteverde ponga mano al monumento decretato in onore della
Fondatrice, mantenendo il contratto sebbene siano trascorsi i quattro
anni fissati per la consegna del manufatto stesso".
La situazione
pare ben avviata ed il 24 marzo 1895 lo scultore comunica alcune
modifiche che ha ritenuto di apportare all'opera delle quali il Vice
Presidente (il neo incaricato Avv. Cav. Pozzoni) si compiace di
"constatare che la S.V. Illma, modificando il primo bozzetto compiuto
quando Ella stipulò il contratto con questa Amministrazione, lo ha
nuovamente studiato ed ampliato con quel valore artistico, che tanto La
distingue".
La documentazione archivistica ci restituisce, per i due
anni successivi, una fitta corrispondenza tra l'Amministrazione, che
sollecita la consegna dell'opera, ed il Monteverde, che reclama la
liquidazione della 2^ rata prevista dal contratto, il cui mandato di
pagamento, finalmente, viene firmato in data 23 gennaio 1897. Il
Maestro intanto comunica che "tutta la parte statuaria è compiuta in
creta , e, se non m'inganna il mio sentimento d'artista, mi pare che
questo lavoro sarà il migliore di tutti quelli da me eseguiti".
Con
telegramma del 27 aprile 1898 il prof. Monteverde comunica che la
"fusione completa riuscitissima gruppo statuario settimana entrante
sarò costì combinare epoca inaugurazione".
La data dell'inaugurazione viene fissata per domenica 19 giugno 1898 alle ore 13.30 e ad essa "verranno invitati, in uno con tutte le Autorità locali, i Sindaci dei trecentodue Comuni della Liguria, ai quali la munificente fondatrice estese il benefizio de' suoi tre Ospedali; e ad essa festa, non se ne può dubitare, prenderà grande e sentita parte il popolo: perchè la gratitudine ha resi popolari in Genova i nomi del Duca e della Duchessa di Galliera (dalla lettera d'invito inviata a S.E. Il Presidente del Consiglio dei Ministri e Ministro dell'Interno).
Alla cerimonia venne invitato lo stravagante figlio della Duchessa il quale aveva peraltro rinunciato ai titoli nobiliari ed acquisito un nuovo cognome, La Renotiere. La risposta venne fatta comunicare dal curatore di Filippo, avvocato Andrea Peirano: " il Sig.Filippo non può intervenire".
Il 19 giugno 1898 il monumento alla Duchessa "simboleggiante la sublime missione della carità" (dal discorso del Vice Presidente) veniva finalmente inaugurato.
